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Le Chiese

Vecchio Borgo "Al Castello" e chiesa N.S. Assunta

"Un Poggio a belvedere d'un gomito di quella valle; sul poggio presso il castello, mezzo ritto in piedi e mezzo a terra diroccato, una chiesa e a lato della chiesa, alto alto un campanile, bassa bassa una casa: la canonica"
Così Augusto Monti, nel suo libro i Sansossì descriveva questa località a lui così familiare, per aver avuto il padre segretario in comune e lo zio Parroco in questa chiesa. Chiesa che Anticamente (XIII – XIV sec.) utilizzata dalla famiglia dei "Del Carretto" a prorpio luogo di sepoltura, in seguito divenne parrocchia del Borgo di Ponti e dedicata alla Madonna Assunta, poi dopo la costruzione della nuova chiesa in valle, dedicata alla Madonna del Rosario.
Crollata la facciata nei primi anno del '900 fù ricostruita in dimensioni ridotte ed in stile diverso e poi dismessa per inagibilità negli anni settanta.
Ora, insieme a tutta l'area, è in fase di avanzato restauro.

Chiesa vecchia

Ponti

00La Chiesa vecchia, con il suo campanile rappresentano il simbolo di Ponti. Collocato sulla via per il castello non ha molta importanza dal punto di vista artistico, ma bensì da quello storico. Si conserva l'abside dell'antico tempio con tre altari uno nello sfondo di mezzo e due laterali di stile barocco, davanti ai quali si allungava la costruzione a tre navate. Si ipotizza una capienza superiore alla 1000 persone il che significa che il paese ebbe notevole sviluppo e fu centro religioso di rilievo. La costruzione è in stile barocco, come l'annesso campanile risale al XI-XII sec.
Cadendo in disuso a seguito della costruzione della nuova chiesa parrocchiale,nel 1911 subì dei crolli; Ricostruita in parte nei decenni successivi fu utilizzata come deposito durante la seconda guerra mondiale in seguito occupata dalle forze di occupazione che la danneggiarono seriamente. Il Campanile invece, per la sua forma ed alcune delle sue caratteristiche come quella di essere affiancato all'abside della chiesa e quella di essere chiuso nei due ripiani inferiori e munito di feritoie, ebbe origine intorno al 1000, risalendo al tempo in cui esso serviva anche a scopo di difesa. La torre del campanile, di forma quadrangolare, è divisa in quattro ripiani, distinti l'uno dall'altro da cornicioni adorni di architetture in rilievo, con la cella campanaria e la stanza dell'orologio.

Chiesa di San Rocco

Ponti

0Situata nella regione OLTREBORMIDA, ad Ovest del paese nel terreno del beneficio parrocchiale.
La Chiesa di S. Rocco ha pianta rettangolare ma irregolare, di modeste dimensioni, ad unica navata con abside semicircolare. La volta è in parte a botte con unghie o fusi, suddivisa da due archi ribassati. Sul lato est della chiesa sono ubicati il campanile ed una piccola sacrestia. La facciata principale è molto semplice con timpano triangolare e modanature che sottolineano il disegno dello stesso.
Si ignora l'epoca della costruzione ma si presume sia stata costruita come voto popolare in occasione di epidemie nei secoli passati. Non vi è nulla di artistico di notevole importanza.
E'una chiesa molto piccola che pare nascondersi nel paesaggio.

Chiesa di San Martino

Ponti

1La Chiesa di San Martino è ad unica navata, terminante con abside. Presenta soffitto voltato.
Sul fianco destro è posizionato il campanile, terminante con cella campanaria sovrastata da una cuspide. Sempre sul fianco destro, addossato un corpo di casa a due piani di origine primo ottocento. Al p.t. un vano sacrestia collegato alla chiesa; al 1° piano due vani, probabilmente abitazione del pievano.
Si ignora l'origine e l'epoca di costruzione, ma si crede che risalga ad epoca remota e forse anteriore all'antica chiesa parrocchiale e si presume servisse per l'esercizio del culto per i terrazzani della plaga anche al di là del Bormida prima che fosse costruita la chiesa di San Desiderio situata in territorio di Monastero Bormida. Nei suoi pressi passava la romana via Emilia Scauri.

 

 

 

 

 

Santuario Madonna della Carpeneta

Montechiaro d'Acqui

2Il santuario venne edificato tra l'anno 1550 e l'anno 1650 come piccola cappella a protezione di un pilone con affresco miracoloso.
L'originaria cappella venne ampliata nel 1755 e benedetta due anni dopo.
Nel 1887 vennero realizzati notevoli lavori di consolidamento e restauro resi necessari dai danni causati da un terremoto. All'interno si ricorda l'affresco miracoloso raffigurante la Madonna, in origine dipinto .

 

 

 

 

Chiesa S. Desiderio

Monastero Bormida

3La pieve è un raccolto gioiello dell'architettura barocca del primo settecento (1719), sorta sul luogo di un millenario edificio pievano andato distrutto nei secoli. Edificata in pietra a vista presenta un singolare portico antistante aggiunto successivamente,con volta a spicchi e ovale centrale.
Frate Jacopo da Acqui nella sua cronaca scrive che Ludovico di Provenza, incoronato Imperatore da Papa Benedetto IV, durante una visita del contando acquese soggiornò in questi luoghi, ospite di una famiglia contadina, da cui ebbe origine la famiglia di San Guido, patrono della Diocesi.
L'antica Pieve di "San Desiderio", gioiello dell'architettura barocca di inizio '700, all'interno si ammira un crocifisso ligneo di Giulio Monteverde, (Bistagno 1837 – Roma 1917) scultore delle migliori famiglie nobili e dell'alta borghesia italiana, europea e d'Oltreoceano oltre che dei Savoia, nonché politico italiano (senatore primo artista a ricoprire tale carica).

 

 

 

Parrocchiale dell'Annunziata

Castelletto d'Erro

4La chiesa parrocchiale dedicata all'Annunziata, risale nelle sue forme originarie al tardo rinascimento ma ha subito numerose modifiche e ristrutturazioni; All'interno possiede vari dipinti attribuiti al ponzonese Pietro Ivaldi, detto "il Muto" pittore ottocentesco di maniera molto attiva in zona.

 

 

 

 

 

 

Chiesa di S. Anna

Castelletto d'Erro

5Poche sono le notizie di questa Chiesa che risulta registrata già nel 1665.

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Sentieri di Langa è il nuovo sito dedicato all'"Itinerario delle chiese campestri e dei calanchi", costituito dall'unione di due itinerari: il 571 "delle Chiese Campestri" e il 573 "dei Calanchi" e la diramazione su Castelletto d'Erro 576.

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